Il caso FitTea: una strategia a metà strada tra endorsement, influencer marketing e spam.

Tutto inizia con un tea è il claim di Fittea by Fitvia, brand specializzato nella produzione di una vasta gamma di body detox tea dalle proprietà depuranti e antiossidanti, che aiutano a bruciare grassi e a sostenere il metabolismo con un programma di 28 giorni che promette – unito ad uno stile di vita sano, una dieta regolare e a movimento – di aumentare il benessere, far ritrovare l’energia e favorire un aspetto brillante e radioso.
Ciò che ha destato la mia curiosità è che il brand FitTea ha saputo sviluppare negli ultimi tempi una presenza massiccia sui canali Social – da Twitter a Instagram, a YouTube – con una grande quantità di contenuti, review, testimonianze, visual che raccontano i benefici del regime detox. Basti pensare che il profilo Instagram ufficiale FitTea conta oltre 1,8 milioni di follower: una media ben superiore ai competitor e all’industria in cui opera. A questo, però, si aggiungono gli account specifici per ciascun mercato (tedesco, spagnolo, italiano, francese).

La strategia di FitTea prende le mosse da una conoscenza approfondita del proprio mercato obiettivo, che si traduce in una campagna pensata per un pubblico prevalentemente femminile con protagonisti celebrity più o meno popolari che si ispirano a uno stile di vita sano, attento alla linea e al benessere. Tali personaggi sono ritratti in momenti di vita quotidiana, con il prodotto in bella vista e una citazione sull’importanza dell’essere in forma, depurarsi e prendersi cura del proprio corpo.
Negli Stati Uniti il brand è riuscito a coinvolgere una web celebrity del calibro di Kim Kardashian – e sorelle –  che hanno pubblicato una serie di scatti su Instagram in cui mostrano, oltre alle giunoniche forme, una confezione della portentosa tisana per promuovere – con rigoroso e opportuno hashtag #ad richiesto dallo stesso brand dopo non poche polemiche – le meraviglie del regime detox.

Coinvolgere profili di macro-influencer e celebrity è forse il sogno di qualunque marketer che si occupi di strategie di influencer marketing. Ma in buona sostanza, questo approccio può davvero rientrare a tutti gli effetti in una strategia di influencer marketing?

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