Quattro cose che un influencer NON può fare

Sempre più spesso gli influencer sono considerati dalle aziende come la panacea a tutti i mali dell’odierno sistema pubblicitario. Il che in parte è vero: secondo uno studio realizzato da TapInfluence e Nielsen Catalina, una strategia di influencer marketing può portare ad un ROI undici volte maggiore rispetto ad una campagna pubblicitaria tradizionale. Il 40% degli utenti ammette di aver acquistato un prodotto on-line dopo averlo visto pubblicizzato da un influencer su Instagram, Twitter o YouTube, secondo un’analisi condotta nel 2016 da Twitter e Annalect. Non ultimo, il 71% dei marketer considera l’ongoing ambassadorship come la più efficace forma di influencer marketing, stando ad un The Influencer Marketing Manifesto realizzato da TapInfluence e Altimeter, sempre nel 2016.

È bene però comprendere che una campagna o un programma di influencer marketing può certamente produrre risultati e ampliare in maniera significativa la portata e l’efficacia di una strategia di marketing multicanale, ma non può essere considerata come stand alone. Continua a leggere “Quattro cose che un influencer NON può fare”

PR e mondo digital: quale futuro?

Il mondo delle PR sembra fermo al passato: a una realtà in cui le interazioni e le connessioni da individue non erano così immediate e rapide e la fruizione dei contenuti seguiva una logica unidirezionale. Molti guardano agli esperti di PR come a dei dinosauri, fermi a vecchie pratiche e un workflow ormai superato.

È questo lo stato dell’arte delle PR, così come emerge da un interessante paper realizzato da Prezly.

Sono almeno quattro i punti critici che possono essere individuati nel mondo del PR:

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