Web Marketing Festival 2017: il mio bilancio.

Un’affluenza di oltre cinquemila persone, un’agenda di appuntamenti, incontri e approfondimenti, musica, ospiti, dibattiti, oltre a ben duecento workshop alternatisi tra le maestose sale del Palacongressi di Rimini.
Gli ingredienti di questa quinta edizione del Web Marketing Festival sono stati davvero tanti. E talvolta inaspettati: come il filo rosso che ha unito questa roboante due-giorni di formazione e incontri: il riferimento ai cento passi di Peppino Impastato- a quarant’anni da Radio AUT, a ricordarci quanto la società debba essere affamata di buona comunicazione –  e l’impegno verso una nuova cultura del marketing digitale che vada oltre i freddi KPI e gli obiettivi di business ma che investa il nostro essere imprenditori della società – la citazione è del patron Cosmano Lombardo – e sia raccontata attraverso dei punti cruciali come la digitalizzazione del Paese, il rapporto tra web e legalità, il tema dell’accessibilità e l’integrazione.

Ho imparato a destreggermi rapidamente tra gli incontri in Sala Plenaria – da Marco Gay, il vice Presidente di Digital Magics – all’entusiasmo di Laura Di Bonaventura, Marketing Director di Lego – agli speech formativi: non avrei mai potuto mancare a quello di Veronica Gentili, a cui ho sfacciatamente regalato una copia del mio libro, così come a quello di Alice Zanchi o di Alessandro Mazzù. Passare da un’aula all’altra e incrociare molteplici aree di interesse, dalle strategie Social a Facebook Advertising, dal content marketing, al SEO, al Programmatic.

 

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E poi c’è stato il mio speech.
Sala dell’Anfiteatro 1. Un megaschermo che proietta le mie slide, quelle su cui ho lavorato ininterrottamente nell’ultimo mese. Sono puntiglioso, mi piacciono i dettagli, anche quelli apparentemente più insignificanti come la scelta di una immagine o la formattazione di un bullet point.  Ho dato molta importanza ai contenuti, certo, ma anche al visual, perchè sono convinto che uno speech sia una performance nel senso più ampio del termine, in cui il forma e sostanza devono essere mescolati per creare coinvolgimento. Una moderatrice come Lisa Guerrini. L’emozione e l’incredulità di vedere un’aula piena di facce curiose di ascoltare cosa avevo da dire, nonostante fossimo all’ultimo slot di interventi del secondo giorno, un caldissimo sabato riminense. Sono stati quaranta lunghissimi minuti, culminati in un sincero applauso e in una serie di domande pertinenti e interessate, a dimostrazione che il tema dell’influencer marketing – e la cultura del marketing dell’influenza, come mi piace definirlo – è un argomento caldo, su cui appassionati e addetti ai lavori riflettono, si aggiornano, cercano sempre nuovi spunti di approfondimento.

Qui trovate uno Storify con alcuni dei contenuti che ho pubblicato sui miei canali Social relativi alla mia esperienza. Ci vedremo il prossimo anno a Rimini? Lo spero proprio!

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